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Vallaise – Vallesa

16,00

Memorie di una dinastia intramontana
Autore: Laura Decanale Bertoni
Tavole: Francesco Corni

Dopo “La Signoria dei Pont-Saint-Martin” la ricercatrice Laura Decanale Bertoni amplia i suoi approfondimenti sui Vallaise, aggiungendo con l’indagine diretta alcuni tasselli alla storia di questa grande Casata, pur senza la pretesa di esporre in un libro i loro 700 anni di storia.

Numerose le curiosità che contraddistinguono la pubblicazione, utili a tratteggiare la solidità dei Vallaise, costruttori di chiese, ponti e castelli e fedeli vassalli dei Savoia, come attesta il giuramento di Giacomo di Vallaise al conte Tommaso II nel 1253.

Secondo la tradizione, i Vallaise richiesero sempre l’investitura imperiale di quei feudi che erano situati sulla sponda sinistra del Lys, fino alle terre del Canavese: Giacomo, Arduzzone senior e Arduzzone junior dall’Imperatore tedesco Federico II nel 1211; Francesco, per lui e i suoi fratelli, nel 1309, da Enrico IV; infine Giovanni e Rolet da Sigismondo di Lussemburgo nel 1418.

I Vallaise diedero eminenti uomini alla Chiesa: Antonio è Priore del Capitolo dei Santi Pietro e Orso di Aosta tra il 1406 e il 1440.

Luigi è nominato Prevosto del Capitolo della Cattedrale di Aosta nel 1630, senza godere a lungo della sua carica, osserva Jean-Baptiste De Tillier, perché muore di peste in quello stesso anno.

Il 12 aprile 1553 la Signoria dei Vallaise viene elevata a baronia e sono innumerevoli le cariche di Stato acquisite dal Casato, tra queste ricordiamo che Francesco di Vallaise nel 1558 fu al tavolo della negoziazione con la Francia per il trattato sulla neutralità.

In linea con le iniziative dei Savoia, che dalla fine del Cinquecento incoraggiano l’uso della lingua italiana nella loro corte di Torino, i Vallaise, gradualmente diventati fedeli collaboratori della monarchia sabauda, optano per italianizzare anche il nome della loro Casata, che dal Settecento si chiamerà Vallesa.

Ben tre Vallaise saranno insigniti della massima onorificenza dei Savoia, “l’Ordine Supremo della Santissima Annunziata”, tra cui il Conte Alessandro, ambasciatore e ministro degli affari esteri dei Savoia nel 1815.

Esplorare con l’autrice, direttamente sul campo, le tracce lasciate sul territorio dai Vallaise e ancora visibili, è stato affascinante e non privo di fatica.

Le ricerche negli archivi storici, tra i ruderi dei castelli, nelle chiese, sulle pareti scolpite e negli affreschi, hanno documentato fotograficamente tratti di storia che ha reso grande una Famiglia troppo a lungo dimenticata.

L’appendice ci introduce in un mondo tra storia e leggenda, dove balzano in primo piano infelici donne del luogo, giudicate dal Tribunale dell’Inquisizione.

In essa si troverà anche la trascrizione di un documento dell’inquietante “Processo al diavolo” avvenuto nel 1601 a Issime, custodito nell’archivio della Prevostura di Verrès, e finora sconosciuto al grande pubblico.

Ancora oggi viene utilizzato il termine “Vallesa” per indicare la valle del Lys duecento anni dopo la scomparsa della Casata, e il loro stemma rivive nella maggior parte dei blasoni dei Comuni che furono i suoi feudi, e ciò conferma e riconosce l’attualità del lavoro dell’autrice.

Autore Francesco Corni
Pagine 144
Rilegatura Flessibile
Edizione Seconda
Pubblicazione 2020
Tavole Francesco Corni